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giovedì 22 novembre 2007

"Annisettanta" in mostra.
Un decennio ancora aperto
La Triennale di Milano ricorda "il decennio lungo del secolo breve"

“Due piani, ventisei luoghi, centocinquantasette giorni, duecentocinquanta parole, tremila metri quadrati”: questa in numeri la mostra “annisettanta, il decennio lungo del secolo breve”, presentata il 26 ottobre scorso alla Triennale di Milano. Nel concepire il progetto Gianni Canova si è interrogato sui limiti temporali di un decennio che non può dirsi realmente concluso ma che continua a guardarci ed interrogarci. La mostra vuole essere una risposta a questo sguardo, “…senza tragitti prefissati, senza itinerari prestabiliti. Seguendo piuttosto un flusso libero di associazioni che sappia scivolare con leggerezza da un punto all’altro, e che sia disponibile a lasciarsi sorprendere, e ad accettare il confronto con il rimosso e l’inatteso”. Si tratta di un percorso labirintico attraverso le immagini e le parole di uno dei periodi più complessi, ricchi e contraddittori della nostra storia recente, un capitolo per molti aspetti ancora aperto. Due i contenitori concettuali della mostra: da un lato i “linguaggi” artistici con le loro contaminazioni ed ibridazioni e dall’altro le “parole chiave” del decennio (corpo, viaggio, identità, conflitto, etc…) capaci di evocare lo spirito di un’intera generazione. Il percorso si compone di differenti spazi espositivi alla cui realizzazione hanno collaborato docenti universitari, artisti ed esperti di varia estrazione culturale: punti di vista eterogenei, dunque, capaci di armonizzarsi in un unico vasto spazio della memoria collettiva ed individuale - spazio della Storia e delle storie - che si propone come percorso polifonico, variegato, disorientante, ma sempre intenso ed emozionato.Si parte dalla ricostruzione di un bar idealmente collocato nella settimana della partita di semifinale dei Mondiali Italia-Germania del 1970, passando attraverso le sezioni dedicate al fumetto, alla grafica, alla moda e al cinema, fino ad una selezione di artisti particolarmente rappresentativi del decennio, fra i quali Mario Schifano e Alighiero Boetti. Non poteva mancare il design italiano ed il suo ufficiale riconoscimento all’estero nella storica mostra “Italy. The new Domestic Landscape”, presentata al Moma di New York nel 1972: da questa data ideale prende avvio la presentazione delle opere di Mario Bellini, Gaetano Pesce, Riccardi Dalisi, Ugo La Pietra e Enzo Mauri.Il volto tragico del decennio è rappresentato, infine, dalle installazioni di Elisabetta Benassi e di Francesco Arena, dedicate rispettivamente alla morte di Pier Paolo Pasolini e di Aldo Moro. Oltre alle opere e alle installazioni, il percorso è completato da una serie di tavole sinottiche che cadenzano gli eventi storico-culturali più rilevanti del periodo.


Bye bye Bro



mercoledì 21 novembre 2007

Niccolò 6 anni...primo articolo

ciao niccolò.... i fiori vanno al bora bora .....

Si parte.....

Il primo articolo non si scorda mai, dovrei pensare bene a quello che sto scrivendo..pensare bene a quello che voglio dire...ma mi sembra di sprecare tempo!
Tramite questo articolo vorrei chiedere ai pochi o tanti curiosi che lo leggeranno di visitare il sito sottostante, leggere la petizione e decidere se sia il caso o meno di firmare....

http://www.petitiononline.com/nolegglp/petition.html ACTION TIME ACTION TIME

I personally agree with what this petition says, and I think you might agree, too. If you can spare a moment, please take a look, and consider signing yourself.

Questa petizione s'inserisce nel quadro di un controverso disegno legislativo quello proposto da Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria che ha suscitato polemiche e critiche rimbalzate dalla blogosfera fino alle istituzioni per arrivare, infine, oltre i confini nazionali. Parliamo del disegno di legge sulla riforma dell'editoria che delega al Governo il riassetto di tutto il settore approvato lo scorso 12 ottobre dal Consiglio dei Ministri e già dal 24 ottobre in via di riforma per escludere dalla sfera di applicazione i blog e i siti amatoriali.


Il ministro gentiloni nel suo Blog dichiara:

20 Ottobre 2007


Internet. Un errore da correggere
di Paolo Gentiloni-->
L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull'editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive. Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blogHo sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.

Bye bye Bro