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mercoledì 21 novembre 2007

Si parte.....

Il primo articolo non si scorda mai, dovrei pensare bene a quello che sto scrivendo..pensare bene a quello che voglio dire...ma mi sembra di sprecare tempo!
Tramite questo articolo vorrei chiedere ai pochi o tanti curiosi che lo leggeranno di visitare il sito sottostante, leggere la petizione e decidere se sia il caso o meno di firmare....

http://www.petitiononline.com/nolegglp/petition.html ACTION TIME ACTION TIME

I personally agree with what this petition says, and I think you might agree, too. If you can spare a moment, please take a look, and consider signing yourself.

Questa petizione s'inserisce nel quadro di un controverso disegno legislativo quello proposto da Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria che ha suscitato polemiche e critiche rimbalzate dalla blogosfera fino alle istituzioni per arrivare, infine, oltre i confini nazionali. Parliamo del disegno di legge sulla riforma dell'editoria che delega al Governo il riassetto di tutto il settore approvato lo scorso 12 ottobre dal Consiglio dei Ministri e già dal 24 ottobre in via di riforma per escludere dalla sfera di applicazione i blog e i siti amatoriali.


Il ministro gentiloni nel suo Blog dichiara:

20 Ottobre 2007


Internet. Un errore da correggere
di Paolo Gentiloni-->
L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull'editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive. Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blogHo sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.

Bye bye Bro

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