Informazione è libertà!!

..dentro ognuno di noi esiste ancora uno spazio

libero per pensare, informarsi e reagire..






martedì 27 novembre 2007

J'Accuse ...!


“Quando ci si accorge che l'avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall'oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona...[] Questa regola è molto popolare poiché chiunque è in grado di metterla in pratica, e quindi viene impiegata spesso”.

Arthur Schopenhauer



Così mi chiedo perchè? quale sia il senso di tanta codardia. Atteggiamento per così dire sleale e vile quando lo schernitore è persona gradita all'irriso, alla persona oggetto dell' offesa.

Thomas Hobbes diceva che l'irridere un avversario equivale ad accrescere il nostro potere nei suoi confronti. Dimunuendo il suo, aumenta il nostro. Ma pensateci bene, questo è il meccanismo che sta dietro chi denigra una persona cara, magari un amico. Non so voi, a me l'idea rattrista un poco. Che una persona gradita possa schernirci per il gusto di spingerci ad un livello inferiore al suo, per farci capire che cosa bassa siamo in confronto a una/o come lei/lui..

Si può parlare di persona amica, cara e gradita in questi casi?

E come reagire a tali provocazioni?

L'arte dell'assecondare finisce solo per nutrire lo schernitore di una nuova forza... come se non si capisse che la presa in giro è positiva nel momento in cui produce ilarità, in prima istanza nel dileggiato!

Ma serve gusto, sempre nella vita, e quindi anche negli scherni. L'astuzia sta nel capire quando è giunto il momento di contenersi (o aggiornarsi)! Se da un lato è vero che bisogna saper ridere di se stessi dall'altro è altrettanto evidente che se la battuta non provoca più gaiezza nella persona che ne è oggetto forse è perchè si è scaduti nella ripetitività e nel banale; la battuta, la frecciata, lo scherno, la canzonatura fanno parte dell'antica e splendida arte del divertire. Ma è una sottile linea quella che separa il far ridere dall'essere banali!

E come appellarsi allo schernitore? Se accetti la derisione, allora ti poni al di sotto del beffeggiatore, ti "sottometti". Se invece provi a ribellarti, sei costretto ad offenderlo, è qui che inizia uno scontro.

La provocazione e l’insulto fanno parte dei nostri impulsi naturali, quelli che se anche non venissimo ammaestrati ed istruiti prenderebbero il sopravvento sul nostro modo di comportarci, un istinto primordiale da usare con estremo gusto e ricercatezza tanto per allentare la morsa della mediocrità.

Attentamente Valutate.



Bye bye Bro


Così repentinamente si cambia...

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.


Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.


Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.


Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.


(Hermann Hesse)

venerdì 23 novembre 2007

Non abitano più qui....


“Venite gente vuota, facciamola finita :voi preti che vendete a tutti un'altra vita ;se c'è come voi dite un Dio nell'infinito guardatevi nel cuore, l'avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,le verità cercate per terra, da maiali,tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali ;tornate a casa nani, levatevi davanti,per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco.”
Francesco Guccini: Cirano

Pietà !
Un’umanità stanca, sgretolata, sconnessa, tiepida, mediocre, infarcita di banalità....... pietà ho per voi tutti dopo questa notte che per me è stata solitaria ispirazione... infondo si è sempre soli di fronte l'infinito!
Bye bye Bro

giovedì 22 novembre 2007

Bangkok non esiste!
Cambia la tua vita. ORA!
La via dello zen comico in 90 giorni.
Ecco l'esercizio quotidiano di AUTOSVILUPPO POSITIVO

LASCIA CHE IL TUO "IO" NATURALE, SI ESPRIMA, LASCIA CHE AFFIORINO I COMPORTAMENTI SPONTANEI CHE GUARISCONO E FANNO CRESCERE.

L'esercizio di oggi

Bangkok non esiste!
La capitale della Tailandia si chiama Krung Thep (citta' degli angeli) da piu' di 200 anni, ciononostante continuiamo a chiamarla Bangkok e a insegnare ai nostri figli che questo e' il suo nome.
L'eurocentrismo e' una malattia mentale. Vogliamo decidere noi come si chiamano le cose. I nativi non possono mica cambiarsi i nomi a loro piacimento!
Oggi potresti onorare la tua intelligenza provando a metterti per qualche minuto nei panni di una persona che non capisci.
Non arriverai a condividerne le scelte ma forse riuscirai a ricostruire un possibile percorso mentale comprensibile lungo il quale lei muove i suoi ragionamenti.
Se non puoi capirli potrai arrivare comunque a spiegarti comportamenti che trovi assurdi.
Aiuta l'elasticita' mentale.
Questo esercizio e' particolarmente consigliato agli stitici.

Informazioni tratte da "Il libro dell'ignoranza" di John Lloyd John Mitchinson. Einaudi.
"Annisettanta" in mostra.
Un decennio ancora aperto
La Triennale di Milano ricorda "il decennio lungo del secolo breve"

“Due piani, ventisei luoghi, centocinquantasette giorni, duecentocinquanta parole, tremila metri quadrati”: questa in numeri la mostra “annisettanta, il decennio lungo del secolo breve”, presentata il 26 ottobre scorso alla Triennale di Milano. Nel concepire il progetto Gianni Canova si è interrogato sui limiti temporali di un decennio che non può dirsi realmente concluso ma che continua a guardarci ed interrogarci. La mostra vuole essere una risposta a questo sguardo, “…senza tragitti prefissati, senza itinerari prestabiliti. Seguendo piuttosto un flusso libero di associazioni che sappia scivolare con leggerezza da un punto all’altro, e che sia disponibile a lasciarsi sorprendere, e ad accettare il confronto con il rimosso e l’inatteso”. Si tratta di un percorso labirintico attraverso le immagini e le parole di uno dei periodi più complessi, ricchi e contraddittori della nostra storia recente, un capitolo per molti aspetti ancora aperto. Due i contenitori concettuali della mostra: da un lato i “linguaggi” artistici con le loro contaminazioni ed ibridazioni e dall’altro le “parole chiave” del decennio (corpo, viaggio, identità, conflitto, etc…) capaci di evocare lo spirito di un’intera generazione. Il percorso si compone di differenti spazi espositivi alla cui realizzazione hanno collaborato docenti universitari, artisti ed esperti di varia estrazione culturale: punti di vista eterogenei, dunque, capaci di armonizzarsi in un unico vasto spazio della memoria collettiva ed individuale - spazio della Storia e delle storie - che si propone come percorso polifonico, variegato, disorientante, ma sempre intenso ed emozionato.Si parte dalla ricostruzione di un bar idealmente collocato nella settimana della partita di semifinale dei Mondiali Italia-Germania del 1970, passando attraverso le sezioni dedicate al fumetto, alla grafica, alla moda e al cinema, fino ad una selezione di artisti particolarmente rappresentativi del decennio, fra i quali Mario Schifano e Alighiero Boetti. Non poteva mancare il design italiano ed il suo ufficiale riconoscimento all’estero nella storica mostra “Italy. The new Domestic Landscape”, presentata al Moma di New York nel 1972: da questa data ideale prende avvio la presentazione delle opere di Mario Bellini, Gaetano Pesce, Riccardi Dalisi, Ugo La Pietra e Enzo Mauri.Il volto tragico del decennio è rappresentato, infine, dalle installazioni di Elisabetta Benassi e di Francesco Arena, dedicate rispettivamente alla morte di Pier Paolo Pasolini e di Aldo Moro. Oltre alle opere e alle installazioni, il percorso è completato da una serie di tavole sinottiche che cadenzano gli eventi storico-culturali più rilevanti del periodo.


Bye bye Bro



mercoledì 21 novembre 2007

Niccolò 6 anni...primo articolo

ciao niccolò.... i fiori vanno al bora bora .....

Si parte.....

Il primo articolo non si scorda mai, dovrei pensare bene a quello che sto scrivendo..pensare bene a quello che voglio dire...ma mi sembra di sprecare tempo!
Tramite questo articolo vorrei chiedere ai pochi o tanti curiosi che lo leggeranno di visitare il sito sottostante, leggere la petizione e decidere se sia il caso o meno di firmare....

http://www.petitiononline.com/nolegglp/petition.html ACTION TIME ACTION TIME

I personally agree with what this petition says, and I think you might agree, too. If you can spare a moment, please take a look, and consider signing yourself.

Questa petizione s'inserisce nel quadro di un controverso disegno legislativo quello proposto da Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria che ha suscitato polemiche e critiche rimbalzate dalla blogosfera fino alle istituzioni per arrivare, infine, oltre i confini nazionali. Parliamo del disegno di legge sulla riforma dell'editoria che delega al Governo il riassetto di tutto il settore approvato lo scorso 12 ottobre dal Consiglio dei Ministri e già dal 24 ottobre in via di riforma per escludere dalla sfera di applicazione i blog e i siti amatoriali.


Il ministro gentiloni nel suo Blog dichiara:

20 Ottobre 2007


Internet. Un errore da correggere
di Paolo Gentiloni-->
L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull'editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive. Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria. Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blogHo sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.

Bye bye Bro