
“Quando ci si accorge che l'avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall'oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona...[] Questa regola è molto popolare poiché chiunque è in grado di metterla in pratica, e quindi viene impiegata spesso”.
Arthur Schopenhauer
Così mi chiedo perchè? quale sia il senso di tanta codardia. Atteggiamento per così dire sleale e vile quando lo schernitore è persona gradita all'irriso, alla persona oggetto dell' offesa.
Thomas Hobbes diceva che l'irridere un avversario equivale ad accrescere il nostro potere nei suoi confronti. Dimunuendo il suo, aumenta il nostro. Ma pensateci bene, questo è il meccanismo che sta dietro chi denigra una persona cara, magari un amico. Non so voi, a me l'idea rattrista un poco. Che una persona gradita possa schernirci per il gusto di spingerci ad un livello inferiore al suo, per farci capire che cosa bassa siamo in confronto a una/o come lei/lui..
Si può parlare di persona amica, cara e gradita in questi casi?
E come reagire a tali provocazioni?
L'arte dell'assecondare finisce solo per nutrire lo schernitore di una nuova forza... come se non si capisse che la presa in giro è positiva nel momento in cui produce ilarità, in prima istanza nel dileggiato!
Ma serve gusto, sempre nella vita, e quindi anche negli scherni. L'astuzia sta nel capire quando è giunto il momento di contenersi (o aggiornarsi)! Se da un lato è vero che bisogna saper ridere di se stessi dall'altro è altrettanto evidente che se la battuta non provoca più gaiezza nella persona che ne è oggetto forse è perchè si è scaduti nella ripetitività e nel banale; la battuta, la frecciata, lo scherno, la canzonatura fanno parte dell'antica e splendida arte del divertire. Ma è una sottile linea quella che separa il far ridere dall'essere banali!
E come appellarsi allo schernitore? Se accetti la derisione, allora ti poni al di sotto del beffeggiatore, ti "sottometti". Se invece provi a ribellarti, sei costretto ad offenderlo, è qui che inizia uno scontro.
La provocazione e l’insulto fanno parte dei nostri impulsi naturali, quelli che se anche non venissimo ammaestrati ed istruiti prenderebbero il sopravvento sul nostro modo di comportarci, un istinto primordiale da usare con estremo gusto e ricercatezza tanto per allentare la morsa della mediocrità.
Attentamente Valutate.
Bye bye Bro